e poi d’un tratto…..

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E c’erano giorni in cui tutto aveva un nome…
I fiori, le valli, i campi che percorrevo.
E nella mia testa da bambina il mondo sembrava immenso.
La bici cigolava assorta nelle stradine di paese, quasi accompagnava il mio canto.
Ed io passavo , immersa nel mio mondo, tra file di case antiche, piene di segreti, piegate sotto il peso degli anni.
Passavo silenziosa tra le fessure dei sorrisi degli anziani , dove un cenno era un saluto, sentendo sulla schiena il benevolo cenno di commiato alla gioventù e il triste rammarico degli anni andati.
E poi d’un tratto, aspettata e mai banale, la campagna piena. Il sole di un giallo più visto, la serpe nera dell’asfalto che si perdeva tra la fitta vegetazione.
La bici cadeva in un angolo. E il mio mondo prendeva il sopravvento. Storie, volti, nomi, odori.
Ed io mi sedevo, assorta e accorta, narcotizzata da quelle estati sospese, cariche di silenzi e piene di sussurri.

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