Benvenuto, Ares

 
Eh si.

Ufficiale: Nazaria si è rimbambita!

Seguendo l’impulso malsano dettato da un periodo che del nero aveva i toni più cupi, ho navigato on line e trovato questo coso qui.

Sì. “Coso”. Perché di cane non si può parlare.

È stato ribattezzato in mille modi, ma quello più calzante, di mia madre (alias “Nonna Antonella”) è “il pipistrello che vuole fare il cane”.

Minimo che vi toccassero le presentazioni ufficiali.

Popolo del blog, mio tempo sospeso, amabile luogo ameno dove Nazaria è realmente se stessa, lui è Ares.

Io mi sono completamente rimbecillita, ma almeno adesso avrò la giustificazione per esserlo! L’antropomorfizzazione degli oggetti sarà trasposta su ‘sto cosino qui.

Ora: “via alle telefonate” e partite con tuuuutti gli stereotipi del mondo.

Vi avviso però che:

– sarà una schiavitù 

– farà la pipì ovunque 

– è una spesa

sono frasi già ampiamente gettonate, ergo, inflazionate. 

Lui mi riempie le giornate. Trasposizione di desiderio di maternità fallito unitamente al mio matrimonio? Forse. Ma del resto che mi importa. 

Questo piccolino stanotte ha preteso di dormire nell’incavo della mia spalla e sospirava felice. Il suo cuoricino batteva. La notte non è stata lunga, non è stata solitaria. Sarà quel che sarà, ma ora Ares fa parte della mia vita.

E, di rimando, anche della vostra. 

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