Rotaie taglienti.

Stamattina scrivere fa un male dell’anima.
Ho in cuffia i Maneskin. Si i Maneskin.
Coraline.
Le mie stranezze.
Seguo le parole. Sono belle parole.
Le lacrime vanno da sole. Ogni tanto escono così veloci, che mi chiedo sempre come mai l’impianto idrico non tenga bene. Eppure di un po’ dì idraulica negli anni ho imparato a capire.
Da quando ho i bimbi, poi, son diventata quasi esperta, chè di tappi e ammennicoli vari, nei vari scarichi di casa troppi ne hanno messi, e il mio essere maestra poco collima con il poter chiamare un idraulico ogni volta, così mi son inventata di tutto.
Ma su di me non tiene.
Le guarnizioni sono lasse. Forse questo è il motivo.
Perdono. Da ogni dove.
Sarà il treno.
Forse come taglia le rotaie, taglia le mie toppe.
Stamattina faccio fatica ad andare a lavorare.
Tanti sono i fattori.
Piero non ha dormito. È stato male. Io venivo da una giornata immensa, finita male. Stamattina mi interrogo su me stessa.
Se vale la pena. Se valgo la pena.
Mi sento come Anna sulla sua isola (un giorno spero di potervi dire chi è Anna, ma è ferma in un cassetto, con tutto il tempo che non ho per aprirlo).
Non so cosa inventarmi per mandare avanti la giornata, per regalare un sorriso ai bambini. Per farmi arrivare una motivazione che tenga in piedi tutto. Perché alle volte non la trovo. E la primavera si nasconde sempre più, non la stano st’anno. Non funziona nulla. Nessuna delle mie tecniche. Denigratorie. Ironiche. Sarcastiche. Niente.
Ieri sera una amica mi ha detto che la vita che facciamo non è vita.
Svegliarsi di notte, viaggiare, tornare, partire.
Ha usato una frase vera: “Nazà nemmeno le prostitute fanno sta vita, forse dovremmo accettare che abbiamo sbagliato il percorso e forse dovresti capire che hai osato troppo”.
Sembra una frase cattiva, ma lei mi vuole bene. Siamo così tanto ciniche che abbiamo la capacità di dirci come stanno le cose.
Ora però io ho un problema: come lo dico a Nazaria?
Si a Nazaria. Alla maestra. A quella che sogna. Alla mamma. Alla donna.
Come glielo dico che ha sbagliato tutto?
Non lo trovo. Ecco cosa non trovo. La guarnizione che non tiene.
È il coraggio di guardarmi in faccia e dirmi che ho sbagliato tutto.
Ogni singolo frame di questo dannato film.
Ogni singolo fottuttissimo frame. E il bello che mi sono anche illusa di essere altro da questo.
Devo prendere uno specchio. Guardarlo. Cercare una bambina persa e dirle che no, non era questo che avrebbe dovuto fare. Svegliarla dal suo sonno macilento e dirle tutta la verità, ma mi fa male il cuore a vederla con quelle gambette strette, le mani tra le ginocchia, in una notte nera come questa, silenziosa e schiva e doverle dire che no, non è andata avanti, che non è cresciuta, che non ha realizzato nulla e che dovrebbe prenderne atto?.
Ma come si fa a far male ad una bimba così piccola?
Ci pensa già il treno in questa notte nera.
Taglia l’aria e fa male sulla pelle. Quella stessa pelle troppo stretta addosso per essere mia.
Per essere anche solo una minima parte di quello che ho sperato di essere.
Dovrò entrare in classe. Che sorriso mostro? Che dico? Che faccio a quelle anime belle e pure? Che gli racconto?
Dovrei solo sedermi, per la prima volta, in cattedra e dire: oggi la maestra non c’è.
E forse non c’è mai stata.

(Maestra?) Nazaria

9 pensieri su “Rotaie taglienti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...