No need word

Mi brucia lo stomaco.
Sembra sempre che ci sia un avamposto di pompieri mal gestito, perennemente in esercitazione.
Bocciati tutti.
Basta un niente e il fuoco riparte.
Fa freddo.
Molto freddo.
Primavera passi di qua…cantava Mango.
Sarà rimasta con lui.
Qui non si vede.
Nevica.
La notte è buia, io inizio il mio viaggio.
Arrivo previsto tra quattro ore.
“Mi raccomando che non si faccia lezione tradizionale, ma ricreativa”.
È una santa settimana che mi interrogo su cosa fare. Ho optato per bombetta e mascherina, entro in classe con le stelle filanti, e poi spiego regolarmente storia, che, si sa, “stiamo indietro sul programma”.
Noi insegnanti siamo sempre indietro su qualcosa. Un pezzo di programma, un file del registro, un nuovo ritrovato moderno di tecnologia.
Io, poi, sono indietro su tutto.
Perché mi incanto. Mi incanto a guardare e spiegare. E questo fa di me il Sisifo di cui sempre.
Oggi sarà una giornata articolata.
Lo so.
Lo sento.
Lo prevedo.
L’ho voluta.
Non vedo l’ora di vedermela scorrere sulla pelle.
Ne sento già i brividi addosso.
No. Non quelli di freddo. Quelli fanno male. Mi conoscete fin troppo per sapere quanto io odi il freddo.
Parlo di brividi dell’anima. Quelli di cui hai voglia di “brividare” (sono una maestra, posso inventar parole).
Indugio accanto al radiatore dell’auto.
Il treno potrebbe partire senza di me. Non posso concederglielo.
Controllo rapidamente se ho preso tutto. Il libro per il concorso, il coding per la mascherina, la bombetta da clown.
Il cuore? No quello ce l’ho ben piantato dentro le ossa. Batte a ritmo sincrono.
Non asincrono, bada bene, che in tempi di dad è parola comune. Sincrono.
Con il binario 2.
Io sono il binario 2. Io sono il freddo che stenta a stanarsi, io sono la primavera che si nasconde, io sono l’acqua e la neve di questa mattina, vomitate giù dal cielo.
Ma, io, questa mattina, sono.
Buon viaggio anime belle.
E Buon carnevale.

“Mida va drieto a costoro, ciò che tocca oro diventa. Chi vuol essere lieto sia, di doman non v’è certezza”.

Ps. Per i miei piccoli e per tutti voi piccoli bambini che animate il mio mondo, la mia anima e che permeate il respiro di ogni giorno, buon Carnevale. E che sia l’ultimo, coperto di bombe e nascosto dietro una mascherina che nulla ha a che fare con quella che, per gioco, oggi indosseremo. Spero di potervi consegnare un mondo migliore. Anche solo di una virgola. Spero. Mentre le macchine si imbiancano e il treno sferraglia.
Tenete duro. Torneremo a festeggiare insieme. Ogni cosa. E torneremo ad abbracciarci forte. Ve lo prometto. Finché avrò vita lotterò per questo. Regalarvi un sorriso di speranza.

Maestra Nazaria

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