Questo è “Compleanno”, amori miei.

Negli scorsi due compleanni avete abitato la mia pancia.

Oggi abitate la mia vita, ne avete scelto il cuore come casa, avete deciso quali fossero le vostre stanze, dove mettere a dimora i vostri cuori. Con cura ogni giorno ne arredate un pezzettino. Un sorriso come quadro in quell’angolo un po’ buio, un abbraccio come coperta sul quel letto a volte freddo, una corsa verso di me come condimento al quel piatto a volte insipido o un po’ scialbo.

Questa casa diventa ogni giorno un po’ più bella, un po’ più stretta, un po’ più larga. È una casa rumorosa. Si balla, si canta, si ride, si piange. Si fanno capricci di ogni sorta. Alle volte si perde anche un po’ la pazienza, la voce può diventare un po’ più densa, salvo poi sciogliersi, liquida in un vostro accenno di sorriso, o in un pianto che rotola giù da una guancia piccolina, un piccolo mondo rosa fatto di profumi e occhi grandi, di vene che abbiamo condiviso, di istanti in cui ci siamo creati e scoperti. Per due anni, voi due, avete abitato la mia pancia. Due compleanni in essere. Oggi siete la mia sostanza. Per me, sempre in ansia, in movimento, in ricerca. Per me sempre in perenne insofferenza, insoddisfazione, protesa ricerca in avanti di un qualcosa di più, di più alto, di migliore, sempre pronta a cercare un obiettivo mentre ne sto raggiungendo un altro, sempre rigida e poco incline a godermi le cose, nell’assurdo tentativo di migliorare sempre.

Per me siete calma.

Quella grande pace del tramonto, o quel posto sognato, o un libro bello ancora da leggere, o un momento di tempo sospeso. Per me, voi due, siete, finalmente IL MIO TEMPO SOSPESO.

L’attimo di riposo.

Il punto di partenza e di ritorno.

Il cerchio che chiude il respiro.

Per me siete l’obiettivo raggiunto.

La calma che seda la tempesta.

La bellezza che esplode dal nulla, che spacca il cuore in mille pezzi liquidi che si raccolgono in una pozza di incomprensibile amore.

Manine e piedini che vanno ogni giorno a farsi grandi, ancora più grandi, immensi. E quando vi arrampicate su di, sulla mia pancia, la stessa pancia che avete abitato da cellula, a cuore, a pelle contro pelle, mi chiedo sempre se c’è un segreto per tornare a sentirvi dentro di me, per tornare a quei momenti io cui eravamo solo noi, in cui eravate così piccoli da poter essere contenuti in un contenitore troppo piccolo per tanto amore.

E lo so che non esiste quel segreto, ma ne serbo il ricordo immenso.

E allora scelgo, ogni giorno, di diventare contenuto.

Contenuto dei vostri occhi. Infiniti, immensi.

E che occhi che avete figli miei. Ci avete messo il cielo, quello un po’ funesto, imprevedibile, che cambia umore e colore. Contenuto dei vostri sorrisi.

E che sorrisi immensi avete, cuori miei. Giganti, a volte timidi, sonnolenti, strappati, inesplosi.

Contenuto dei vostri cuori.

E che cuori che avete bimbi miei. Li ho visti diventare, gli ho dato nutrimento, li osservo sollevarvi la pelle piano, la notte, quando mi fermo a guardarvi, o controllo che il respiro sollevi piano e definisca le vene del collo.

Siete quello che nessuno potrà mai descrivere, ma, di più, siete me.

La somma delle imperfezioni che ha creato perfezione.

Oggi è il mio compleanno. La mamma ama il compleanno. Ne ho sempre pregustato l’arrivo, goduto ogni momento, preparato ogni dettaglio. Oggi il mio compleanno lo do a voi. Perché da quando ci siete voi è ogni giorno compleanno. Ogni giorno nasco un po’, ancora e di più. Ogni giorno è un nuovo giorno. Ogni giorno ha un ricordo da celebrare, una nascita di qualcosa che farà compleanno nei nostri ricordi.

Scrivo mentre vi sento dormire. E non scrivevo da un po’. L’alba diventa rossa, papà respira piano, le lacrime scendono lente lente, quasi si fermano, trovano ostacolo sul residuo di un bacio appiccicoso lasciato prima di andare a dormire.

Questo è compleanno amori miei.

Questo.

Dove ci siete voi.

Dove ci siamo noi. Dove il riscatto di ogni torto subito, di ogni momento difficile, di ogni pugno preso, si delinea nel profilo dolce di bambini.

Questo è compleanno.

E questa, finalmente, sono io.

Auguri a voi, piccoli miei, perché oggi è il giorno in cui, ancora più di sempre, festeggio e celebro la mamma che avete deciso di far nascere.

Vi voglio bene amori miei. Immensi battiti del mio cuore, respiri infiniti della mia anima.

Mamma Nazaria.

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