Il fatto è che tu non puoi capire

-Oh Nazà!

-Eh? Si? Pronto?

-Nazà, so io, so Laura. Che stai a dddddormì? So le nove.

-Laura, buongiorno, no scusa è che ieri so andata al concerto di Mannarino e mi s’è fatto tardi.

-Mannarino? e chi è Mannarino?

-Laurè lasciamo perde, vah. Sei inqualificabile! Che vuoi? Non ne possiamo parlare lunedi, in ufficio??????

-Nono

-Oddio, dimmi, dai.

-Seeeeeenti. Mi serve una mano. Una amica di un amico di una mia amica, che prima era amico di un’altra amica, che adesso si sono lasciati, però è stata tutta na cosa complicata che lo sai certe cose come vanno e loro per un po’ si sono sentit…

-Ohhhhhhhhh! Là? Ma che t’immattit? Ma che stai dicendo?

-Ah si, scusa. Una amica di un….

-Lauraaaaa

-Ok ok, una amica ha conosciuto un tizio. Una cena. Una cosa strana. E adesso non sappiamo che dire, fare….

– Baciare e pensare?

-Non capisco, che vuoi dire?

-Niente, Laura (occhi al cielo, gocciolina da emoticons sulla testa!!!!!). Vai avanti.

(Nel frattempo mi accomodo e metto su il caffè, che in questo disordine di pensieri parrebbe esserci qualcosa di interessante).

-Allora lui ha conosciuto lei. Cioè no. Lei, lui. Ahhhh va beh. Erano allo stesso tavolo.

-Ah ah (ri-alzo gli occhi al cielo, la mattinata sarà lunga – mi stiracchio pigramente)

– Insomma: si so conosciuti.

-E fin qui ci siamo. E lui com’è? e, soprattutto, LEI chi è? La conosco?

-Siiiiiii. Te la ricordi quella mia amica alta, non troppo magra, capelli lunghi, belloccia a tratti, ma niente di che? Quella che sta sempre a parlà.

-Boh. Mi pare di conoscerla, ma non saprei ben dire come. Comunque, dicevi? Si sono conosciuti ad una cena, e quindi quale è il problema?

-Niente. In fondo niente. Ma poi sai come vanno queste cose.

-No, Laurè, quali cose? Io sono fuori dai giri da un po’.

-Si, dai (e comunque accettalo un caffè, ogni tanto), sai come va. Chiacchiere, facebook, accetti l’amicizia e poi ti incontri per un caffè.

-Veramente no, ma adesso mi dici quale DIAMINE è il problema?

-Niente. Anzi, tutto.

Adesso ascolta.

(E abbassa un tantino il tono di voce, che sembra stia seguendo un ricordo, o leggendo la pagina di un libro).

-C’è che questo ragazzo le scrive cose buffe. C’è che lei la vedo sorridere guardando il telefono. C’è che m’ha detto che ci è uscita. E lei non esce mai.

-Con nessunooooo??????

-No, con nessuno. Che c’ha paura di farsi male, che poi le ginocchia tremano quando ti rialzi e fai più fatica a mantenere l’equilibro. Perché se pure lo riprendi, l’equilibrio, lo stomaco non tiene insieme tutto e vomita pezzi di vita andata nuovamente a male. Però se la vedi, adesso, sembra essere diversa.

-Diversa?

-Si, diversa. Sembra ridere un po’ di più. Che lei è una allegra, per carità, ma, a tratti, le passano le ombre dietro gli occhi, che questi si inumidiscono tutti, e sembra un bosco pieno di rugiada. E certe volte, quando il sole del mattino non asciuga il passaggio della notte, quelle gocce rotolano lungo l’argo degli zigomi e si schiantano tra le sue mani. E la vedessi come prova a ricomporsi. Un sorriso, una battuta, alza le spalle, tira su col naso e va avanti. Nella sua giornata.

E adesso invece ride.

E racconta.

E parla.

E dice a tutti che ha conosciuto uno. Un tipo strano.

-Strano?

-Si. Lei dice strano. Ma intende vero. Vero che c’è. Vero che lo puoi toccare. Vero che non è una proiezione. Vero che c’ha una pelle, la carne, le ossa e, sembrerebbe, pure un cuore.

-E allora dimmi, Laura. Voglio capire dove sta l’errore.

-L’errore, Nazà, è che io c’ho paura che si possa fare male.

-E allora tu parlale.

Mettila a sedere e falla parlare.

Ed ascoltala.

Ed inventa per lei storie.

Dille che una sera lui la porterà a prendere un gelato. Dille che la guarderà da lontano, che giocherà ad avvicinarsi, che le sfiorerà le braccia. E raccontale che lo farà piano. Prima un angolo delle labbra, poi il centro, poi le respirerà l’anima nel petto. E dille che lei avrà paura, ma non saprà capire se a tremare sarà il cuore. O le ossa. Nello spavento e nell’urgenza di scappare. Per salvare le sue difese diroccate.

Raccontale che sarà un bacio da girarcisi il mondo tutto intero. A piedi, scalzi. Magari dopo che ha piovuto. Quando in giro le persone sembrano essere sparite. E tu cammini e parli con te stessa, e ti chiedi se davvero è quello il mondo in cui esisti, o la proiezione di un sogno che non sapevi più nemmeno di aver messo nel cassetto.

Dille che ci saranno attimi in cui avrà paura. In cui piangerà ancora, da sola, nel suo letto. Magari dopo una bella serata, che si sa quelle lasciano sempre l’amaro, sul fondo della lingua, perché c’hai paura che svaniscano nel nulla.

Dille che ogni estate ha i suoi inverni. Dille che il passato sa essere crudele, quando sceglie di affacciarsi, con uno schiaffo di ricordi, nel suono del nome di qualcuno che ha avuto un “prima” di un “presente” in cui lei era, giocoforza, assente.

Dille che ci sarà una sera, o un’alba, o un giorno di un mese qualunque, di un anno qualunque, di un momento qualunque in cui lei dovrà raggiungerlo. Da qualche parte. Non importa il dove.

Ma dille che, nel percepire la curva della sua schiena, in quella postura ferma, a gambe un po’ larghe e spalle curve a guardar qualcosa, lei sentirà un pugno nello stomaco e capirà di non poter tornare indietro.

-E allora, Nazà? e se finisce tutto? E se si sveglia una mattina e fuori piove e c’ha paura e magari è freddo e il caffè è finito, la caldaia è rotta, le gocciola il naso per il più tremendo raffreddore e lei non lo prende nemmeno, il telefono, perché sa che non c’è nessuno da aspettare e non lo allunga, il braccio, perché sa che urterebbe solo contro il gelo delle lenzuola fredde dell’alba?

-Non lo so Laurè. Questo, io, non lo posso sapere.

-E allora, forse, non è meglio non provare? Stare fermi? Quasi senza ragionare?

O sopravvivere.

Che è sempre meglio di sbagliare?

-IL FATTO E’ CHE TU NON PUOI CAPIRE (MA TI AUGURO DI POTERLO PROVARE) CHE CI SONO ABBRACCI DENTRO I QUALI SI PUO’ SMETTERE DI RESPIRARE.

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167 pensieri su “Il fatto è che tu non puoi capire

  1. ah però Nazà! che bello provare quelle sensazioni… Se non si provano, è vero che non si soffre, ma si rischia di non vivere… Sai che bello essere senza respiro perchè uno ti guarda in quel modo che solo lui ti ci sa guardare?!?!?!?! No, dai io ho sempre vissuto tutto quello che volevo, anche se poi magari finiva tutto… però almeno ho provato il cuore che batte, la testa che gira… e quando poi ero delusa e piangevo come tutte le persone di questo mondo, domme e uomini, quella era la vita… delusione che poi trova la forza di trovare nuova luce e colore e di ricominciare di più consapevolezza di prima…! ti servono altre carte conad per caso? haha! bacini

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  2. Nessuna paura, mai. Bisogna sempre provarle queste emozioni, senza preoccuparsi.
    Ho visto due volte Mannarino. Una sera pioveva e il concerto all’aperto è saltato. Poco dopo ha preso la chitarra e ha improvvisato i suoi pezzi sotto un portico. Eravamo in pochi e lui non era conosciuto come ora. È stato molto bello.

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    • È stato un concerto molto bello. Io avevo una bella predisposizione d’animo, per di più. Venivamo da un diluvio incredibile, eppure la sera ci ha regalato stelle e musica sublime. Un grandissimo paroliere. Lo definisco così.
      Per le paure, beh. Stereotipando stereotipando le donne ne sono intrise, no?
      Grazie mille del tuo passaggio, è sempre un enorme piacere.

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      • Non solo le donne, direi. Però credo che, se una situazione ti fa piace e ti fa sentire bene, non puoi temerla. Bisogna vivere.
        Mannarino molto bravo, sì. Spero non si monti la testa come qualcuno già sospetta stia facendo.

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      • Spero anche io non si monti la testa. Ho apprezzato un concerto molto intimo, nonostante l’affluenza. Niente maxi schermi o simili. Musica ben suonata e tanto calore.
        Per le paure, beh. Sono il maledetto altro lato di quella bellissima medaglia chiamata amore

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  3. Finalmente!! Era da troppo che non leggevo uno dei tuoi post!!
    La paura di farsi del male c’è sempre,subentra nonappena ritroviamo un motivo per sorridere. Ma qui è proprio il caso di dirlo:”godiamoci il momento perchè prima o poi finisce”. Bisognerebbe per un attimo dare un calcio alla paura e vivere la vera felicità. Perchè nella vita ci capita pochissimissime volte di essere veramente felici.. Poi quando arriverà il dolore ci si risolleverà piano piano..

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  4. Una volta una mia amica mi disse… Ma almeno tu, Dani, hai vissuto, hai provato l’amore e ne hai sentito anche il sapore amaro a volte. Io, no, perché avevo paura di stare male ancor prima di provare. Io ho sopravvissuto, non ho mai vissuto pienamente quello che tutte voi chiamate esperienze d’amore. Ora le sta vivendo a distanza di vent’anni e, nonostante la paura non sia scomparsa, si sente più viva che mai e io sono felice per lei. La vita è anche saper rischiare…. Bellissimo post! Un abbraccio

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  5. Carissima amica, che bello rileggerti, e che bello tutto quello che hai scritto. Io penso che bisogna sempre provare, SE le premesse sono buone, chiaro bisogna avere imparato un minimo ad avvertire la fregatura o l’inghippo ;), e ci vuole tanto coraggio, lo dico sempre. Si rischia di stare male, è vero, ma si rischia anche di stare tanto tanto bene, e allora per me ne vale la pena. Sempre.
    Il mio uomo l’ho conosciuto dopo 12 anni di matrimonio e diverse delusioni, anche brutte. Quando è arrivato lui tremavo, ma la paura non mi ha fermata, mi sono buttata ed eccoci qua, felici e contenti. ❤

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  6. Nazà…t’immattit?? Un flusso di coscienza e incoscienza dove il confine tra te, Laura (che non c’è, è andata via…) e le amiche degli amici di Laura e te, di nuovo te, s’assottiglia riga dopo riga…potenza nelle tue parole, davvero potenza. Hai presente la storia di Aristotele e seguaci, sì, potenza, atto, ciack, azione…emozione. E’ un peccato se quei ponti cui accenni li fai saltare in aria, le esperienze dolorose capitano, ma senza di esse non potremmo distinguere un giorno di merda da un giorno in cui te ne stai con una birra in mano a un concerto a scompisciarti di risate con l’amica tua di sempre, o no?

    Bentornata Naz-Aria!

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  7. 1° Ti aspettavo pure io gioietta mia questo è!
    2° Non conoscevo Mannarino e mia hai incuriosita parecchio
    3° Quesito non facile l’ argomento amore o che dirsi voglia!

    Questo per dirti; la paura è cattiva consigliera, e su avere coraggio ancora mi interrogo.
    Sempre caramente ti abbraccio.
    Eli.

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    • Ciao cara Ele.
      Oggi mi trovo in una cupa giornata, nonostante la meravigliosa serata di ieri. Mannarino è un grande misicista, e la sua squadra è superlativa.
      Non mi so gestire. Che vuol dire?
      Ah non lo so. Ma questo ritornello mi ritorna nella mente. Non mi so gestire. Quindi meglio consigliare gli altri e restare a guardare.
      Ti abbraccio

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  8. apppppparte che ha fatto un giro enorme di discorso .. Lauraaaaa a letto…

    insomma e deve dire all’amica che per imparare ad andare in bicicletta a volte si cade .. basta rialzarsi e ripartire … non si stà dentro una campana solo per non ferirsi …

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  9. Ci sono circostanze nelle quali puoi smettere di respirare e qualche tipo di abbraccio è sicuramente uno di questi momenti così come certi tipi di bacio, quelli nei quali le labbra rimangono semplicemente attaccate,morbide e piene, tra di loro o così come quando ascolti qualcuno con così tanto trasporto da scioglierti dentro i suoi occhi e accordare il tuo respiro perfettamente come quello di questo qualcuno. Un unico respiro, uno dei due può smettere, entrambi possono smettere. Un unico respiro, uno solo, comune.

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  10. Non credo sia meglio sopravvivere… sbagliando si impara, dice qualche vecchio detto… ma forse è anche la verità, perchè la paura credo sia normale, ma se non si impara ad affrontarla la vita sarà solo sopravvivenza… ma la sopravvivenza non è bella o speciale quanto la vita… 😉
    Bellissimo post, un abbraccio 🙂

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      • Siamo qui per confrontarci, nessun problema se un’idea è diversa, davvero 🙂 e non voglio consegnarti nessun piatto in porcellana 😛 capisco quando dici che la sopravvivenza fa meno male, tutti prima o poi abbiamo paura, perchè la vita a volte fa paura, io stessa posso dire di aver avuto paura… ma vedrai che la paura passa 😉

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      • Sai cosa mi piace di questo posto, questo blog, questo luogo di scambio?
        Il fatto che tu possa mettere in piazza le tue più recondite paura ed uscirne fortificata. Tu hai ragione. Vorrei solo non soffrire più. Tutto qui

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  11. Secondo me, non vale la pena aspettare che la vita scorra via senza provare, almeno provare, a viverla da protagonista, tentando, pur consapevole del rischio, di camminare su una strada, magari impervia, ma che potrebbe portare in un luogo meraviglioso. È dura rialzarsi e raccogliere i pezzi di sé, ma è un tentativo di vita e di dare un senso attivo alla stessa ed a sé.
    Sia pur da uomo, vengo dalla più profonda delusione della mia vita che, rispetto a un matrimonio ed una convivenza andate a male, mi ha letteralmente devastato; dopo diversi mesi, piano piano, sto cercando di riuscire dal guscio, per ora accontentandomi di farlo, conoscendo e frequentando più persone possibile, ma senza per questo nutrire chissà quale speranza; già il solo fatto di scollare il sederotto dalla sedia, uscire, confrontarmi, mettermi in gioco nuovamente mi fa sentire meglio. Per l’amore, se mai dovesse chiamarmi di nuovo, chissà magari un giorno…

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    • Bella questa tua testimonianza.
      Il fatto che tu sia uomo non è una conditio sine qua non per provare sentimenti dolorosi, o per avere difficoltà a rimettersi in piedi. È bello che tu lo faccia e, ancora più, è bello quello che dici.
      Ti ringrazio e magari ne parlerò alla mia amica che lo dirà alla sua amica, che lo dirà al suo am….
      ;-)))))

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  12. Mannarino? Chi è costui? Il lupo manaro, quello piccolo piccolo?
    Insomma alla tua amica Laura non hai datto nessun consiglio utile. Ma era Luara o l’amica che aveva paura di farsi del male?
    Conclusione: mi sono divertito un sacco a leggere dialoghi e riflessioni. Ci voleva prorpio per mettere in allegria la serata.
    Dolce serata

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  13. Arrivo tardi, cara Nazaria, periodo intenso quello di fine estate…arrivo tardi e posso solo sperare che un po’ di quella pioggia sia passata, finita. Servono anche le giornate cupe, sì ci sono e ci si deve passare attraverso…però, però dopo i vuoti ci sono i pieni, lo penso e lo sento profondamente e poi una meraviglia di persona e donna come te…no, non si può sopravvivere, non si deve mia cara!!!! Ti abbraccio forte fascinosa cantastorie ❤

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  14. Più che spronarla a rischiare, io le consiglierei di seguire il suo istinto. Quello non sbaglia mai. Non è sempre facile sentirlo, assecondarlo, troppo presi dal chiasso che ci sta intorno. Ma se ti fermi e ti guardi dentro, cosa è meglio per te stessa lo sai già. Bisogna solo prendere coraggio e ascoltarsi davvero.
    Davvero un bel post, è la prima volta che ti leggo e sono felice di averti scoperta.
    Continua così e buona fortuna!

    https://theblondeemigrant.wordpress.com/

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  15. Uno stile misto, la velocità , la dialettica plebea e poi la riflessione impegnata, cum verba scelta. Poi il tema è molto femminile, noi invece delle farfalle spesso abbiamo i coleotteri, la scorza un po’ dura. Ciao

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  16. E’ sempre lo stesso gioco a nascondino della vita con l’amore…è il casinò della vita (anche senza accento rende l’idea)…due puntate le vinci, quattro le perdi. Ma non per questo ti passa la voglia di giocare. Certo, nei casinò non si è arricchito mai nessuno ma son sempre pieni…forse è la stessa cosa nelle relazioni… Poi il colpaccio vincente può capitare a tutti, quindi mai disperare… Ciao Naz!

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  17. E’ sempre piacevole leggerti perché sei ironica ed autoironica , doti assai rare
    ,Basterebbe provare a darsi più ascolto. Se apprezzi l’ironia in una persona, significa che dentro di te possiedi già il linguaggio per decodificare il suo messaggio. Diffiderei solo da chi si dichiara “molto ironico”: è come chi parla in pubblico definendosi “molto timido”. L’autoaffermazione è tutto il contrario dell’autoironia, che come scopo principale ha quello di abbassare il livello di autoreferenzialità.
    Ma non è il tuo caso.

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    • Per me è sempre un piacere leggere te. La qualità dei tuoi commenti mi fa sentire scelta nella lettura. Interessante punto di analisi/osservazione quello dell’autodichiarazione. Da valutare. Nel frattempo io proseguo ad osservare. Seduta nel mio piccolo pezzo di mondo. Per il momento mi va di stare un po’ così. Un caro saluto! Naz

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  18. Io dico che no, a stare fermi no. Non ci si fa male ma ci si annoia anche tanto e non siamo fatti per avere le ragnatele fra i capelli, abbiamo bisogno di sogni che si incrociano con la realtà. Quindi ecco questa amica di amica di Laura etc etc, sicuramente l’ha capito già che deve rispondere al telefono quando suonerà 🙂

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