Buon Ferragosto. Nazaria (& Pollicina)

ferragosto

Pensavo che proprio gli americani non devono averci nulla da fare nelle loro giornate se riescono a alterare il flusso del tempo invertendone il loro naturale corso.

Pensavo questo perché questa mattina, mentre leggevo le e-mail, l’occhio m’è andato su un paio d’oltreoceano con la loro bella data: anno, mese, giorno.

Pare di stare in caserma: “Soldato, che giorno è, oggi?”

“Anno:2015! Mese: agosto! Giorno:15”.

Oppure di parlare con qualcuno che non sa bene dove si trova: “Scusa che giorno è?”

“Allora, vediamo…dovrebbe esse il 2015, mi pare di aver capito che siamo ad agosto e se proprio non sbaglio oggi è il 15!”.

Mentre pensavo questo, che già non ha propriamente senso il giorno di Ferragosto, ho guardato Pollicina che sembrava avesse il ballo di San Vito e mi sono accorta che, in realtà, dormiva placida sopra il telefonino (sto gareggiando per il premio padrone dell’anno 2015-2016) e quindi, escludendo un problema neurologico, ho dedotto fosse il valzer delle chiamate delle festività.

Madonna che rogna.

-Che fai oggi?

-Ciao anche a te, madre, donna dalle parche parole.

-Stai nervosa, Nazà? Non esci? Non vai “da qualche parte?”

-Definisci “qualche parte”

-Che rottura, Nazà, quando inizi con sta storia di definire, ma che è? Non esci, allora? E Pollicina?

-Ah lei credo che vada con le amiche, io dovrei restare a casa. Comunque no, non esco e non ti lamentà del “definire” che tu m’hai incentivato a studià PISSICOLOGIA.

-Ma quindi?

-Quindi che?

-Non esci? Non vai da qualche p…, cioè scusa, stai a casa?

-E’ che c’ho un po’ le palle girate.

-Ohhhhhh, Nazariaamammma, ma che sono queste parole, non è da te, non si dice.

-Nono, ti sbagli. “Girate” si dice. E pure “un po’”.

-Va beh, mi arrendo. Ci sentiamo più tardi.

-A più tardi, Ma’.

Ferragosto.

O, più semplicemente, 15 agosto. Metà esatta dell’ultimo vero mese estivo.

Stanotte, dalla mezza, si torna indietro.

Giro di boa e di corsa verso l’inverno. Perché l’autunno lo noteremo a stento, intabarrati nei ricordi e persi nell’organizzazione del Natale.

I mesi lunghi sono sempre quelli che seguono. Quando le giornate si fanno grigio ghiaccio e la luce si distribuisce uniformemente lungo le ore, senza esplosioni, o picchi di luminosità. Qualche lieve accenno, ma mai un climax, una emozione.

Qualcuno una volta m’ha detto, anzi ha scritto ed io ho voluto pensare che lo stesse dicendo a me, che un anno è un giro di sole.

E stasera si inverte la rotta.

Ed è per questo, solo per questo, che vi auguro di passare, oggi, una gradevole giornata. Un ricordo da mettere in tasca e da tirare fuori nelle lunghe sere invernali, quelle con qualche lacrima di troppo ed un brivido che ti corre lungo la schiena.

Vi auguro sorrisi, una bella mangiata ed un bicchiere di vino per lasciare andare se stessi.

Vi auguro una telefonata. Inattesa, ma sperata, da tornarci a tavola, dagli altri, con quel sorriso inebetito di chi ha ricevuto un bel regalo.

Vi auguro di conoscere persone nuove, oggi. Il vicino di ombrellone, i vacanzieri della montagna, quelli che “Oh, ma te la ricordi la famiglia tal dei tali di questa estate? che simpatici, però! Spero stiano bene”

Vi auguro di sedervi su un muretto ad osservare, come amo fare io, e che qualcuno vi raggiunga con un bibita, o un gelato. Qualcuno che vi strappi un brivido nel cuore.

E vi auguro l’amore. Quello vero, sconfinato.

Quello potente.

Quello violento.

Quello che squassa il petto, nella notte, che supera le tempeste, che ti fa gridare di piacere e piangere di rabbia.

Quello che maledici ogni istante mentre ringrazi il cielo, o chi per lui, per avercelo, che altrimenti la vita sarebbe un rincorrersi di lancette morte.

Vi auguro di ridere.

Ma di ridere da star male, da non potersi trattenere. E vi auguro di farlo proprio mentre non è possibile farlo. Che una risata rubata è nutrimento per l’anima.

E vi auguro di fare una follia. Per quest’anno. Una. Una sola.

Quel vestito che costa troppo, una vacanza sempre desiderata.

Ma anche un bacio ad un/a sconosciut/o che vi rapisce gli occhi di incanto, o un progetto che saprete già fallimentare.

Vi auguro che il sangue scorra caldo, nelle vene, che rischiari le giornate, che dia un senso alla inevitabile noia e sbeffeggi i sempiterni guai.

E vi (e mi) auguro di essere sempre qui. Seduti a questa tavola, a discutere di tempo, guai, amori, e pensieri vari.

Che la più grande evoluzione della terra è stata, e voi lo sapete, lo sviluppo del linguaggio. E perché non c’è nulla, più di una parola, che possa cambiare sempre il corso delle cose.

Le mie. E le vostre.

… come scusate? Ed io che faccio?

Mi trastullo in pensieri poco probabili, leggo un libro, mangio, e mi siedo ad osservare le ore che verranno.

Un caro saluto a tutti.

E buon ferragosto.

Nazaria (& Pollicina).

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71 pensieri su “Buon Ferragosto. Nazaria (& Pollicina)

  1. Un piacere leggerti. E se poi anch’io sto facendo quello che fai tu (senza la mia Pollicina quella sì che se ne andata al mare) io ora mi sento una privilegiata! Però non ti rivelo il titolo del libro ti dico solo Levi. Pensi che devo andare da uno bravo? Naaa è che il periodo me lo impone, capisci a me’?
    Un sorriso ragazza.

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  2. Grazie e buon Ferragosto (ormai passato!) anche a te!
    Per ora l’unico augurio che si è avverato è: “E vi (e mi) auguro di essere sempre qui. Seduti a questa tavola, a discutere di tempo, guai, amori, e pensieri vari.”
    Infatti sono qui, ho letto solo ora la tua nota e mi ci sono ritrovato abbastanza, soprattutto per le attese e per il giro di boa verso l’Inverno, era ora e non me ne vogliano i vacanzieri, quest’anno io sono bianco come una mozzarella e ho odiato profondamente questa stagione maledetta (per me!).
    Ciao!
    Sky

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    • Anche io, pur avendo il mare a pochi passi, sono bianco/latte.
      Ma non per mancanza di amore per questa stagione. No. Io sono nata in estate e amo il caldo e la sua sfibrante passione. Ho preferito restare in casa. Prendermi tempo per me.
      Sperando che l’augurio si avveri, sarà sempre un piacere trovarti qui a questa tavola.
      Un caro saluto in questo ultimo scampolo di ferragosto.
      Nazaria

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  3. Non brillo di fantasia, a maggior ragione dopo il da te citato bicchiere di vino, anzi due, anzi tre… e quindi mi limito a un banale: grazie a te, anche se tardivo, anche se a conto alla rovescia quasi incominciato (secondo appunto la tua visione dell’anno e relative stagioni) 🙂

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  4. Uhm! che stiamo precipitando verso l’inverno mi sembra dura da digerire. Diciamo che l’estate sta passando col suo carico di caldo.
    Quanti uaguri hai fatto e oer te solo l’ultimo?
    Ma dai!
    La vita è bella e godiamocela.
    Serena domenica e un caldo abbraccio

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  5. È davvero toccante sentirsi augurare tante belle cose. Anche se il Ferragosto è andato. Fa sempre riflettere il sentirsi augurare un brivido, una follia o comunque un piccolo gesto. Fa riflettere perché ci rendiamo conto che non lo diamo o riceviamo mai, quel gesto. Non ci buttiamo mai a tuffo su quella follia. E poi, l’amore … lo auguri in maniera così viscerale. Quello vero, sconfinato, potente, quello volento. Ne sembri quasi parte di questo vento.
    Era da tantissimo che non venivo in questo angolo di mondo così pieno di vita.
    Grazie N

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    • Che bello. Leggerti ancora. E, soprattutto, di nuovo.
      Vero. Latitavi da un po’. Una sorta di… ecco, si, “sciopero” direi.
      Parte di questo vento.
      Magari lo fossi.
      Ma l’augurio è proprio quello.
      Un amore violento. Sconfinato. Potente.
      Grazie.
      Infinitamente.
      Di essere tornato qui.
      Nazaria

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      • Beh, però adesso non pensare che sia qui ogni volta. Ho disertato allo “sciopero” solo perché quelli del mio sindacato “pollicini con il pollice in su ” sono in ferie e quindi non si sono accorti.
        Si, beh dai … ti volevo anche salutare e fare gli auguri di compleanno in ritardo.
        Buon ferragosto ( per l’anno prossimo )

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