E mica lo so, a sto punto, se va bene che il mal di testa se n’è andato.

file sera

Ho scoperto in giro che parecchi soffrono di questa cosa strana che si chiama mal di testa.
A me ad ottobre è capitato pure di dovermi disintossicare.
Ospedale e cortisone in dosi massicce per eliminare gli analgesici. Che non ho ben capito il concetto di base, ma almeno sono approdata ad un altro livello di triptani (vi prego risparmiamoci i ragionamenti sul suffisso) a cui arrivano sono quelli più bravi.
‘Sti giorni il mal di testa non mi risparmia. Io dico che è davvero un caro amico, una delle poche cose certe della mia vita, al punto che quasi mi infastidisce l’idea che il mio neurologo ritenga di averne trovato la causa.
Oggi m’ha salutata alle 4 con un dolore lancinante, ma ero abbarbicata ad un sogno talmente tanto strano, che ho benedetto il giorno in cui l’ho incontrato.
M’ha lasciata “n’amarezza”, però, che da stamattina non ne vengo proprio fuori.
È così è tutto il giorno che ci provo.
A ridere, a dire sciocchezze, a vestirmi della mia solita ironia, ma niente: sta tristezza si è arroccata da queste parti e sembra volerci dormire per un po’.
Così ho aspettato il buio, ho finto di mangiare, ho spento tutte le luci in casa e sul terrazzo, al buio, mi sono seduta a pensare.
Mi sono svestita dell’allegria, l’ho piegata ben bene per evitare di doverla stirare, poi, domani, e l’ho messa qui di fianco. Sembra profumare di pulito. Devo solo trovare il modo di indossarla di nuovo. Ma sapete come sono certe vesti: se prima non lisci la sottana che hai di sotto, fanno di quelle grinze che possono mandare a monte il migliore dei trucchi e dei parrucchi.
Ed io ci tengo ad essere carina, oh, che c’ho quasi 34 anni e se è vero che il sorriso è una delle cose più belle di una donna (maschietti vi prego, tacete) a sto punto tocca impegnarcisi davvero.
Se non fosse per questo vorticare di se e di ma che mi scompigliano i capelli, giurerei che non tira un alito di vento.
Quante ne avrei, stasera, di domande.
Ma se le ignoro, forse, vanno via senza infastidire, e domani mi sveglio già con indosso il mio abitino profumato.

Che non c’ho voglia nemmeno di parlare.

E mica lo so, a sto punto, se va bene che il mal di testa se n’è andato.
Ho bisogno di non pensare.

Butto un cuscino a terra, alzo il volume e mi appoggio a schiena nuda contro il muro ancora caldo di una giornata.

Persa per sempre e che lascia solo sedimenti in fondo al cuore.

“balla, balla signorina nella notte, nella carovana che è passata, c’eran tante collane e tutte rotte, dalle botte della vita [….] vedrai, vedrai che passerà vedrai. Vedrai, vedrai che passerà vedrai” (Mannarino – Signorina- )

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16 pensieri su “E mica lo so, a sto punto, se va bene che il mal di testa se n’è andato.

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