Nazaria e la gestione degli imprevisti.

farfalla

Gli schemi comportamentali sono quelle particolari strutture che ci (mi) permettono di sapersi autoregolare quando il sistema vita va in tilt.

Come quando cammini al buio, la notte, in casa, per andare a fare la pipì, mentre maledici (in ordine alfabetico e anche anagrafico se riesci) tutti i santi del paradiso terrestre che ti hanno inflitto la punizione di una vescica non autopulente ( il padreterno dovrebbe aggiornarsi con impianti in classe A+++). Sai come muoverti, sei finanche in grado di srotolare il giusto quantitativo di carta igienica (con auto-complimento) senza allontanarti nemmeno troppo dalla fase r.e.m. del sonno.

Tuttavia capita di inciampare in qualcosa e lì sono, come suol dirsi, cavoli amari.

Negli ultimi due giorni ho avuto, nell’ordine, i seguenti imprevisti:

  • Sbrinamento non autorizzato del congelatore, MAI pieno, e stavolta strabordante con successivi viaggi del dolore al secchio della spazzatura.
  • Colonia di piccioni in vacanza sul terrazzo che hanno deciso di pasteggiare con i miei peperoncini.
  • 2 malanni (congiunti) con suffisso “ite” che denota sempre qualcosa di moooolto fastidioso.
  • Febbriciattola insidiosa.
  • Tromba d’aria che ha distrutto (ma proprio distrutto) il mio meraviglioso ombrellone sul terrazzo tanto faticosamente acquistato.
  • Macchina off-line (fortuna che avessi i cavetti ed un filo di trucco per fare gli occhi dolci ad un tizio nel parcheggio dell’ufficio)

A questo punto c’è bisogno di fare appello a tutte le proprie risorse.

Gestire quello che accade e ricondurlo in uno degli schemi noti per non farsi troppo male, per non rimanere delusi e per non aver paura.

Sì perché io, quando mi accade qualcosa di imprevisto tendo a spaventarmi. Come tutti? No, come pochi. La sensazione di controllo viene meno e si affaccia alla mente il malsano pensiero di aver causato in qualche modo l’accaduto.

La sapete la storia di quella benedetta farfalla che sbatte le ali a un quarto e succede il patatrac ad un altro? Ecco. Io sono a caccia di quella maledetta da tempo immemore oramai.

Ma quanta più paura io riesca a provare, tanto più confido nella neghentropia della mia vita, quella particolare capacità umana di creare ordine dal caos, come quando sembra che l’armadio esploda sul letto e poi piano riesci a vedere di nuovo le lenzuola (e magari ti accorgi che sono anche da cambiare) e sorridi con te stessa perché sai che alla fine l’artefice di quella ritrovata organizzazione sei stata tu.

Io sorrido spesso, per queste cose. In realtà sono una specialista del controllo, della perdita di esso e della capacità di ritrovare il bandolo della matassola (dai è bello dire matassola, su, non me lo bocciate).

Quindi, mentre faticosamente vi scrivo, causa piccolo Ares che gioca con le mie mani che battono sui tasti, penso che in fondo la bellezza dell’averceli, gli schemi comportamentali, stia proprio nel vederli naufragare verso un imprevisto che rompe gli argini e ricostruirli.

La cosa più affascinante dei nuovi modelli che si costruiscono è che portano i segni di quello che è stato. Dopo anni di vita, se ci si potesse guardare dall’alto, si vedrebbero una serie di muri ondeggianti quasi come il sinuoso movimento di una corrente che si fa spazio tra i flutti del mare. Una corrente calda che attraversa onde giganti e si deposita con dolcezza su una spiaggia deserta.

Quella corrente c’è chi la chiama esperienza e quelle spiaggia c’è chi la chiama comportamento appreso.

Io le chiamo, rispettivamente, batticuore e…Nazaria.

Ai piccoli, grandi imprevisti della vita, a me, a voi, a noi ed alla meravigliosa capacità di sperare di rimettersi in piedi quanto più grande è lo spigolo contro il quale abbiamo sbattuto il mignolo in una corsa al bagno di notte.

*foto presa “in prestito” dal web!

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30 pensieri su “Nazaria e la gestione degli imprevisti.

  1. Controcorrente. Ci sono esistenze in bilico che possono essere schiantate da settimane così. e io lo so bene. Quindi ti auguro presto una ritrovata quiete, un po’ di noia magari e di trovare un modo per cambiare prospettiva che non contempli eccessive fatiche fisiche, mentali o economiche. Buona domenica cara. ❤

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