Eh si, lavoro nel recupero crediti.

-Sii, pronto Buuongiorno. Sono Di Biase-

-Embè?Chi sei? Che vuoi? Chi ti conosce? Io non ho niente, venitevi a prendere tutto! (perfetto dialetto pugliese/ campano/sardo etc etc)

Quindi lo sai chi diavolo sono, brutto d…..e che non sei altro.

-Pronto? Buongiorno, mi scusi, sempre Di Biase, temo sia inavvertitamente caduta la linea. Volevo…

-Non è il mio numero questo, non lo conosco quello che state cercando, mi hanno dato la scheda ieri e comunque ho mia moglie in ospedale, i figli emigrati all’Estero e quindi già vittime dell’Isis, sono senza lavoro da sempre, che volete? Dai che volete?-

Scusa ma non aveva detto di non essere lui?

Va beh: adempimento pratica. Inseriamo la nota:

Cliente nega di essere lui, non mi lascia tempo di parlare, mi elenca una serie di disgrazie, abbatte chiamata. Riprovare in altro momento. Spiegare il motivo della chiamata e il debito.

Si, avevate capito benissimo (ma potete anche leggerlo nel mio Cv).

Mi occupo di Recupero Crediti.

Anzi, per usare un termine che fa tanto “cool”, “fashion” (e passion, direi io) mi occupo di Phone Collection, che non è collezionare telefoni (ne ho uno e mi basta), ma “raccattare soldi per telefono”.

“Ah, ho capito, lavori al call center.”

“Ah ah ma io c’ho qualche debbbito?”(con più “b”, i debiti pesano)

“Eh ggggià il lavoro del futuro”

Questi sono gli stereotipi relativi a questo tipo di lavoro, omettendo, ovviamente, quelli altamente denigratori e lesivi della persona di chi svolge una professione onesta.

Io, per mia fortuna, sono abituata. “Nasco” come psicologa (prego, partano le classiche domande “e allora che ci fai lì?”) e quindi vengo da anni ed anni in cui la domanda ricorrente era: senti ma che vuol dire quello che ho sognato?

Non lo so.

Non sono un indovino.

Non mi interessano i tuoi problemi, c’ho già i miei, e mi bastano e poi non ho studiato per fare terapia!

Insomma frasi standard alle quali devo dire, ormai, do anche una bella cadenza! Ne vado fiera: ho imparato a rispondere alle più becere domande sembrando anche abbastanza intelligente.

“Abbastanza”. Ho detto “Abbastanza”

Il tutto termina sempre con: sai, la crisi, il buco dell’ozono, il surriscaldamento globale, e, non da ultimo, il prezzo delle zucchine al mercato, sono tutte cose che anni addietro mi hanno fatto smarrire un po’ la rotta dei miei propositi professionali e catapultarmi in altri.

Di lavori ne ho fatti molti: commerciale, bbarrista ( con 2 b e 2 r perché era faticoso), maestra d’asilo (state tranquilli genitori non lo faccio più), assemblaggio ammennicoli per i cinesi (si, già, vi prego: non commentate), oltre, ovviamente alla masnada di ore di tirocinio pre lauream, post lauream e similari. Non dimentichiamo mai e poi mai e poi mai e poi mai e poi mai il lavoro come baby sitter, animatrice feste e ripetizioni (che non è che mi metto a ripetere le parole da me, no: ripeto agli altri cose che io dovrei sapere e loro -teoricamente- non sanno!)

Ognuno di essi ha accresciuto la mia persona. Da ogni esperienza ne sono uscita arricchita professionalmente ed umanamente.

Nel “recupero crediti” lavoro da circa due anni.

Se andate sul mio profilo Linkedin leggerete “con profonda soddisfazione”.

Vero, mai nulla di più vero.

Ci sono arrivata un po’ per caso.

Un anno di disoccupazione alle spalle, mila e mila euro da ricevere dalla mia vecchia azienda (quello non è cambiato) e tanto dolore personale.

Ricordo quel pomeriggio.

Un martedì qualunque di un luglio qualunque. Caldo bestiale. I bambini (ai quali facevo da baby sitter) lasciati in macchina a dormire sotto un sole cocente sotto la supervisione del mio allora marito.

Io in perfetta tenuta da colloquio: sandali, legging e canotta (che è la tenuta di chi cerca lavoro da troppo tempo e che ormai non crede più in nulla).

Mancava il costume e l’abbronzante in mano e avrebbero capito che uscivo dritta dritta da una massacrante giornata di mare con due bambini.

Entro, mi siedo.

Apprezzo IMMEDIATAMENTE la rapidità della chiamata a colloquio.

Ho pensato tra me e me: “Ok, mi piace. Sono seri”.

Nello stesso istante in cui sono entrata, il “boss” (e dai, fa figo chiamarlo così) mi ha fatto due domande rapide e mi ha detto “ti faremo sapere”.

Ho fatto le scale a ritroso in 30 secondi. 

La luce abbagliante del martedì pomeriggio di quel qualsiasi luglio del cavolo, in cui tutta la mia vita stava andando a rotoli peggio delle balle di rami nella steppa (citazione colta, lo so) mi ha rilanciato subito la solita “tanto è un altro colloquio andato a vuoto”.

Sono risalita rapidamente in macchina. No-comment (anche se con lui c’era davvero ben poco da commentare). Restiamo due disoccupati. Però siamo gggiovani. E carini.

Non vi sto a raccontar tutto, eppure da lì a qualche giorno un insistente numero privato ha iniziato a chiamarmi. Io non rispondevo che c’ho sempre le rate scadute e santo-dio-possono-essere-quelli-del-recupero-crediti-mo-li-ignoro, ma poi, in un momento di scarsa lucidità, ho risposto e davvero erano quelli del recupero crediti.

Nooooooooooooooo. Che volete da me????? Vi ggiuro , vi ggiuro, vado a pagare le rate, anzi sto andando, anzi chiudi che sennnnno faccio tardi a pagare.

Invece loro volevano offrire un lavoro a me.

È iniziata,così, la mia avventura lavorativa.

Mi piace. Mi piace svegliarmi la mattina sapendo che andrò a lavorare in quel posto, mi piace avere un obiettivo da raggiungere, mi piace contrattare negoziare, argomentare. Mi piace ascoltare tutte le improponibili scuse dei clienti e mi strazia venire a conoscenza di quanto possa cadere in basso l’animo umano. La bieca tendenza alla truffa e il tentativo di venirne fuori indenne, ma, di più, mi spiace capire che c’è chi davvero non ce la fa.

Perdite di lavoro, lutti, problematiche sociali reali che ogni giorno condiscono le ore trascorse al telefono.

Si cresce un po’, lavorando nel recupero crediti.

E no, non siamo iene. Siamo persone che svolgono un lavoro che permette di pagare il lavoro di altri.

Se acquisti e non paghi, quello da cui avrai acquistato licenzierà i suoi dipendenti.

Quindi dovremmo e dovreste tutti riflettere quando si elaborano strani stereotipi su chi fa questo lavoro.

E ci vuole molta dignità umana nel farlo, nel prendersi gli insulti, nell’ascoltare le tragedie degli altri, nell’ottica del benessere aziendale, inteso come raggiungimento degli obiettivi.

Digressione socio(patica) a parte, questo post è nato dall’idea di ringraziare un po’ tutti, lì dentro, per quello che hanno fatto e stanno facendo per me.

Credo che sia il periodo peggiore della mia vita.

Mi sono separata.

Si.

Lo sapete.

Lo avete inteso.

Ora, vi prego, non commentatelo.

FA MALE. 

DA MORIRE.

MA ERA INEVITABILE.

Sembra di non riuscire più a respirare. Le motivazioni ovvie, concrete e reali tendono a perdere di spessore quando incappi nell’album di nozze che risale a soli 3 anni fa.

Eppure io so che ogni volta che metto piede nel mio piccolo mondo lavorativo la giornata mi riserverà un sorriso.

Quindi grazie.

Grazie a Sara e alle sue “domande solo pertinenti, prego”

A Isabella e “Campagnola Bella”

A Vincenzo e “Vada a pagare ” (con accento Pugliese n.d.r)

Ad Eleonora e la sua “simpatia” 

A Teresa ed il suo fantastico tono di voce così cordiale ed amichevole 

A Federica e quanto diavolo sei bella?????? (Dai dicci come fai)

A Floriana e il suo essersi scoperta una cara amica

Alla mia “segretaria” Maria.

Ad Alessandro, al poliedrico Alessandro e alle sue note “urlate”

A Laura ed alla sua dolcezza infinita (ti voglio davvero tanto bene, Lauretta).

E grazie a Stefy, alla sua allegria, simpatia, all’avermi preso per mano e al suo essere stupida tanto quanto me.

Grazie ai messaggi che solo noi due possiamo mandarci, così sciocchi da non poter far ridere nessuno oltre noi. Grazie alle sua frittata, alle lacrime che sa asciugare e a tutto quello che mi consiglia, giorno per giorno, quando piango, quando mi dispero, quando mi sento così giù da non voler mettere nemmeno l’alluce fuori dalle coperte.

Grazie a tutti, davvero: Marco, Marco, Marco (ce ne sono 3, il primo è il Boss), Giammaria, Daniele, Marina, Stefania, Stefania ( altre due dopo la “mia” Stefy), Moira, Angelica, Mariangela, il “dottor Volpe”, “Pompeiano”, Tania, Guido/Fabio, Fabio, Sara, Sara, Sara ( e che diamine ce ne sono sempre 3), Isabella, Isabella, Manuela, Maurizia, Veronica, Jessica, Lucia, Ilaria, Franco, Carolina,Maria, Maria, Antonietta, Mariassunta, Franca, Valentina, Valentina, Valentina (adesso notate anche voi la ricorrenza, visto?)Mattia, Matteo, Diego,Antonio, Lorena, Chiara, Andrea, Donatella, Federica, Claudia, Alessandro, Davide, …..

Sicuramente ho dimenticato qualcuno, ma sappiate già che non l’ho fatto apposta e sicuramente avete inteso che ci sono alcune persone che io ho “scelto” come amici, al di là dell’essere colleghi.

Lavoro nel recupero crediti

Si, vero.

E sto recuperando quelli della mia vita.

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84 pensieri su “Eh si, lavoro nel recupero crediti.

  1. Tu sei molto avanti ragazza bella. Per una serie di ragioni trovo questo post bellissimo. Vedere in un lavoro da tutti considerato frustrante e non dico altro, un’occasione per rimettersi in piedi e recuperare ciò che la vita ha tolto non è da tutti. Non stai lì a lamentarti ma ringrazi e prendi a mani piene ciò che hai. E questo atteggiamento sarà la svolta. Anche io faccio un lavoro che poco c’entra con ciò che ho studiato ma, come dici giustamente tu, tutto ciò che abbiamo fatto contribuisce ad essere cio che siamo ora.

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  2. Intenso, ironico, simpatico, triste, sotto sotto disperato, ma anche speranzoso, questo post che mi ha coinvolto.
    L’essenziale è non avere debiti col resto del mondo.
    Vedrai che sorriderai di nuovo, ti auguro il prima possibile.
    Un affettuoso saluto, ragazza in gamba!
    Lauraluna

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  3. Cara Nazaria conosco bene il mondo della gestione del credito e molto bene quello della separazione. 🙂 E tu hai saputo raccontare tutto con leggerezza anche se di leggero non c’è nulla… In questo periodo ho sentito molto pesante il fardello della vita ma oggi leggendo il tuo post mi sono ricordata che noi siamo altro da quello che facciamo. Tu per esempio sarai sempre un’artista capace di smuovere le anime. La mia ti ringrazia…❤️ in bocca al lupo!

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  4. Carissima Nazaria, penso di capire bene come ti senti, ci sono passata anche io, e volevo dirti che adesso il peso è terribile e il dolore acuto, ma piano piano si alleggerirà e tornerai a respirare. Già adesso hai il lavoro, e tutti quegli splendidi colleghi e amici che hai ringraziato, poi ci siamo noi amici di blog che siamo sempre qui per chiacchiere e condivisione, anche per darti una spalla su cui appoggiarti, se vorrai. ❤️
    È la prima volta che sento parlare del tuo lavoro con la tua passione, la tua umanità, hai tutta la mia stima. Ti abbraccio forte.❤️

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    • Sai, queste tue parole mi colgono mentre parlo, a distanza con mia madre. E mentre, piangendo, le spiego proprio questo: devo respirare a fondo, fermarmi, e ripartire, imparando un nuovo ritmo.
      Ci sono giorni strani, nella vita. Come questo, in cui mi sono sentita improvvisamente meno sola e ho trovato tante spalle su cui poggiarmi.
      Grazie. Per la stima, per l’affetto, per la condivisione
      E GRAZIE per il tuo abbraccio. Lo faccio mio e lo ricambio, con trasporto ancora maggiore, se me lo concedi.
      Grazie

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  5. Mi dispiace molto per i la tua separazione, il momento è difficile ma sicuramente tu lo supererai perchè sei una “tosta”, altrimenti per il recupero crediti non ti avrebbero scelto.
    Comunque, ogni tanto, pensa che alcuni di loro hanno veramente dei problemi e basterebbe poco per dargli una mano.
    Certo voi non siete la Caritas e fate il vostro lavoro, ma penso che c’è modo e modo. Un saluto.

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    • Grazie per la tua “partecipazione” al mio “momento doloroso”.
      Sai credo che bisognerebbe viverlo, il mio lavoro, per eliminare i falsi giudizi. Credimi, e non dico per dirlo e non faccio nomi, per non sembrare “lecchina”, una sola cosa, su tutte, pretendono nella mia azienda: il rispetto del debitore.
      Ha un problema, dobbiamo offrire la soluzione.
      Con dignità.
      È questo che ci ripetono sempre.
      E per quanto possa sembrarti assurdo ricevo molta attestazione di stima da parte dei clienti.
      So, però, che ci sono diverse aziende, in Italia, che si permettono di maltrattare il cliente.
      Non si fa.
      Non nella mia. Il loro rispetto equivale al conservare il nostro posto di lavoro.
      Un caro saluto.

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  6. Abbastanza bello.
    Minchia, Nazaria, allora anche io lavoro nel “recupero crediti” e non lo sapevo. Bedda matri: siamo “colleghe”. Lampu.
    Contatto – dall’ufficio della sagrestia – le peccatrici che non hanno “fatto” la penitenza; quella impartita da padre Tonino.
    Però queste non fanno storie, anzi ringraziano. Pagano con piacere. Subito.
    Ma sai che mi viene il sospetto che qualcuna, soprattutto le gnocche che se la tirano a 1000, non pagano in tempo per “sommare” anche gli interessi sul ritardo?
    Guarda tu che “magna-anime” che sono.

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    • “Abbastanza”!
      Grazie!
      Hai visto? Hai vistoooo? Siamo colleghe, lo sapevo. LO SAPEVO!
      Padre Tonino è un gran negoziatore, io l’ho sempre saputo.
      Le “gnocche” puntano al saldo e stralcio, che, come noto avviene quasi sempre dopo la “cartolarizzazione” del debito!
      E qui chiamerei a raccolta gli altri padri…

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  7. Per quanto mi riguarda, cerco spesso post “leggeri”, magari divertenti, ecc. Perché già la giornata riserva tante rotture (anche noi ci ritroviamo ad inseguire clienti per fatture da 150 €, che moltiplicate a decine fanno importi che una piccola azienda non può permettersi di regalare). Però quando ci si imbatte in parole come le tue non si può non riflettere. Riflettere sulla forza d’animo delle persone, che pur attraversando un momento duro a livello personale, traggono forza dal lavoro. E non parlo di fare la guida a Disneyland, ma di essere a contatto quotidiano con gente che deve dei soldi a qualcuno. Questo post lo vorrei far leggere a qualche mia conoscenza, persone che magari rifiutano un posto di lavoro perché il proprio segno zodiacale non è compatibile con quella mansione. E credetemi, non scherzo.
    Non ti dico “brava”, perché non sono un giudice con la paletta per dare il voto. Ma ti dico che ti stimo tantissimo.

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  8. Non è facile parlare bene di un lavoro che spesso, come hai scritto, riserva insulti. Tu lo stai svolgendo con grande dignità e professionalità, sapendo che può essere fonte di arricchimento. Non è facile pensare al lavoro come fonte per crescere non solo in statura ma maturare nella personalità. Certo che dopo tre anni e un bambino in mezzo lasciarsi deve bruciare ma anche in questo frangente hai dimostrato coraggio e maturità.
    Che altro dire? Null’altro se non quello di aggiungere che oltre a recupare i crediti altrui, recuperi anche i tuoi

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  9. Siamo un po’ tutti creditori o debitori nel recupero crediti della vita e tutti dobbiamo essere in grando di restituire quello che non abbiamo potuto mantenere al di là che ce lo ricordi qualcuno.

    Per il resto credo sia umanamente un gran brutto lavoro sopratutto di ‘sti tempi che come niente passi dal lavoro alla disoccupazione e ti trovi tuo malgrado insolvente.
    Solo una volta ho avuto a che fare con una ‘voce’ ed era per una questione di mio figlio che aveva dato disdetta con R/R di un qualcosa e smesso di pagare senza leggere la clausoletta sibillina ‘valido a prescindere per tutto l’anno solare’. Ma la richiesta con tanto di interessi e spese legali (le loro) arrivò quasi due anni dopo! Allora mi sono parecchio arrabbiata ho fatto scrivere una lettera dal mio avvocato e ‘giustamente’ ho pagato solo il residuo in sospeso. Dunque non chi ha l’incarico di recuperare i crediti ma a monte spesso c’è malafede.

    Ma questo non c’entra, vero? Oggi Messer Sole ci è stato benevolo e una bella passeggiato ha allentato un po’ di pensieri.

    sherabbraccicaricaricari

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  10. Sorella mi piaceva tanto il tuo blog poi scopro CHE LAVORI NELLA PHONE COLLECTION…senti ieri notte ho sognato….ahahah la storia delle domande di amici e parenti la conosco bene, faccio (ma non ci sono) l’avvocato per campare…fidati a insulti e domande siamo pari come minimo…della serie “ho guidato un camion senza targa e mi ha beccato lautovelox la privacy mi tutela che dalla foto non possonp risalire a me? Oppure “se divorzio quanto spendo?” “Voglio aprire un bordello online che autorizzazioni ci vogliono?” E tante tante altre….però phone collection….ti riprendi solo perché hai fatto lanimatrice (il t9 suggerisce anima triste!) Alle feste e quindi siamo ex colleghi!

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    • Il t9 è più intelligenti di quanto pensiamo!
      Collega, piacere di conoscerla! Cos’è che hai sognato, stanotte?
      No, sai, per curiosità.
      Ah… Quanto spendo per il divorzio? Aspetta, vah, chiedo a mia sorella, che è avvocato!
      Phone collection! Si.
      Fiera, comunque e quantunque, di farlo! Buona giornata e grazie del tuo sprint!

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      • Premesso che ho letto Freud e pure Jung e ho quindi capito che è tutta questione di lunghezza…ho sognato di essere su un giardino a terrazze scoscese abbarbicato ad un castello, aggettante su una sorta di istmo, quando tra le acque vedo affiorare un primo cadavere…e poi un altro e un altro ancora…dottoressa sono grave? La tenga presente a mia discolpa che mi son addormentato su un pezzo di Possessione in cui si descriveva il volto di una fata sotto l’acqua paragonandola alle erbe acquatiche che si tendono a causa del fluire apparentemente immobile della corrente. Mi sa che dovevo mettere qualche punto e virgola qui e lì nel commento, rimedio ora …,,()!,;-,

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      • Eh no, Freud e Jung no! Mi rifiuto, dio mio, mi rifiuto!
        Temo che, essendo i sogni mere tracce mnesiche del giorno, lei stia più che bene. Anzi, le dirò di più: le faccio i miei complimenti, signorina (o signora)! La sua memoria è, a dir poco, eccellente.
        Non ho bel capito i terrazzamenti, ma, si sa, in tempi di crisi si ottimizza tutto!

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      • Ahhhhh…. Scusa! Non avevo inteso la sottigliezza. Chiedo venia, e profondamente, per aver così scioccamente frainteso (e il genere -da una mera a di desinenza- e il “Lord” – reminiscenze di film fanciulleschi)

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  11. In pratica fai la psicologa, insomma… 😉 o mi sbaglio?
    Mi ha fatto sorridere il tuo post perché sto facendo una formazione in Gestalt e penso che “dare ascolto” alle persone – se così possiamo dire – sia in effetti un buon modo per recuperare i propri crediti con la vita. Spero che nel frattempo vada meglio riguardo alla separazione.

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    • Buongiorno! Mi scuso per l’atavico ritardo.
      Recuperavo crediti😉. In pratica si, faccio la psicologa, e grazie per avermelo fatto notare.
      Ci gongolerò un po’ su☺️. La separazione si sta definendo. Non sono mai processi semplici.
      La mia fortuna è la mancanza di un coinvolgimento emotivo, frutto di una scelta ragionata. Ho spulciato il tuo blog.
      Complimenti! Un abbraccio

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  12. Lavoro anch’io nel recupero crediti telefonico da poco e la tua storia mi ha fatto un po sorridere perché ha qualcosa di simile con la mia, solo volevo chiederti è normale i primi tempi guadagnare davvero poco come sta succedendo a me??

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  13. mi dispiace ma a me Shylock continua a fare schifo, anche se lo fa per mettere una toppa alla propria vita. Preferirei rubare piuttosto che lavorare in una fabbrica di armi o avvelenare la vita di chi si trova in difficoltà

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  14. Grazie Natalia, vengo da un percorso similissimo (ma io sono infermiera…) e stamattina mi hanno offerto lo stesso lavoro…ero quasi decisa di accettare (la mia vita sta ruzzolando…) ora non ho più dubbi.
    Andiamo a recuperare ✌🏻
    Grazie

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